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PESCHICI
Peschici è un comune italiano di 4.383 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Rinomata stazione balneare garganica, è stata più volte insignita della Bandiera Blu dalla Foundation for Environmental Education. Il territorio comunale è incluso nel Parco Nazionale del Gargano.

Geografia:
Lungo la costa si susseguono maestosi promontori, spesso attraversati da sistemi di grotte marine, e calette pressoché inaccessibili. La copertura vegetale del territorio è in buona percentuale boschiva, prevalentemente pini d'aleppo che nella zona crescono dalle colline dell'interno fino ai lembi delle spiagge. Presente macchia mediterranea. L'abitato di Peschici è dislocato sulla sommità (e lungo il versante occidentale) di un'imponente rupe carsica che, elevandosi per più di 100 metri sull'Adriatico, domina la baia sottostante. Il nucleo storico del paese si arrampica dal porto fino alle fortificazioni del castello svevo. Il territorio comunale, compreso tra i comuni di Vico del Gargano e Vieste, presenta un'escursione altimetrica di 582m e un'orografia aspra e varia. Peschici dista 9 km da San Menaio (SS89), 13 km da Vico del Gargano (SS89), 14 km da Rodi Garganico, 21 km da Vieste (SS89 o SP23) e circa 122 km da Foggia.

Le origini:
Due storici ecclesiastici, Pompeo Sarnelli e M. Cavalieri nel 1680 affermano che le origini di Peschici vanno fatte risalire agli Schiavoni o Slavi, chiamati dall'imperatore Ottone I per liberare il Gargano dai Saraceni. Il Sarnelli precisa anche l'anno, il 970. Entrambi gli storici indicano in Sueripolo il capo di questi Slavi, infatti il Sarnelli scrive: «Sueripolo, Capitano degli Slavi, col suo esercito discacciò affatto i Saraceni dal Monte Gargano» i vittoriosi Slavi «furono rimunerati dall'Imperatore, facendoli abitare nel campo di San Vito in Gargano, dividendoli in due colonie l'una detta Vico, l'altra Peschici». Il nome stesso di Peschici è probabilmente di origine slava, infatti la radice slava "pès" (o "pèsc") si riferisce alla sabbia, i toponimi slavo pjèskusa e russo pèski indicano suolo sabbioso. Numerose furono le incursioni Saracene dall'866 al 969 sulle coste garganiche che andarono a finire nel X secolo. Un dato è certo, Peschici nell'XI secolo era sicuramente abitata, e ciò è confermato in un documento,la Chartula Offertionis in S. Maria di Devia del 1053, in cui appare per la prima volta il nome, e in cui si attesta che tre slavi abitavano “...intus Castello Pesclizo...”[3]. Con il sistema feudale introdotto dai Normanni ritroviamo, nel 1154, Peschici sotto la contea di Lesina. In questo periodo passa da un feudatario all'altro. Nel 1177 è sotto il feudo di Monte Sant'Angelo, donato da Guglielmo II detto il Buono alla moglie Giovanna d'Inghilterra. Sotto il dominio degli Svevi, Peschici passò momenti drammatici nella contesa tra impero e papato. Un cronista del tempo ci riferisce che nel settembre 1239, 25 galee veneziane mandate da Papa Gregorio IX contro lo scomunicato Federico II, “prendono e prostrano Bestice (Peschici) e Bestie (Vieste)”. Federico II, tuttavia, farà ricostruire le fortificazioni dei due centri. Sotto la dinastia Angioina, Peschici è tra i pochi paesi fedeli a re Carlo, al tempo della venuta di Corradino di Svevia (1267). Nel 1274 prende parte con Bari, Monopoli, Trani, Vieste e Ortona nella flotta pugliese all'assedio di Almissa, città della costa Dalmata. Nel 1401 il feudo passa a re Ladislao di Durazzo.

Monumenti e luoghi di interesse
I Trabucchi:
I Trabucchi sono una presenza tipica della costa di Peschici, che ne conta ben sette, gli unici trabbuchisti ancora in vita e capaci di costruire un trabucco risiedono a Peschici e fanno capo alla Famiglia Ottaviano e Fasanella. I Trabucchi hanno una architettura molto complessa, fatta di pali di legno che si intrecciano a fili e carrucole, essi sono uno strumento molto efficace, specie sul nostro litorale, per la pesca del pesce di passaggio. Il loro metodo è semplice e consiste nell'immergere nel mare una grossa rete a sacco sostenuta da svariate antenne, su di queste si posiziona una vedetta che dall'alto riesce a vedere l'arrivo del branco di pesce ed al suo segnale le persone presenti sul Trabucco iniziano a girare una ruota che tramite una fitta e complessa rete di fili e carrucole alza il sacco della rete dal mare ed imprigiona il branco di pesce. Questa pesca è stata praticata per molto tempo e sfrutta le migrazioni dei branchi di pesce da nord a sud dell'adriatico. Oggi svariati Trabucchi sono diventati dei ristoranti molto caratteristici dove si può gustare il pesce dopo averlo pescato.

Le torri:
Fin dalle origini la storia di Peschici è profondamente legata al mare ed ai suoi pericoli. Il borgo fu fondato, infatti, nell'XI secolo da un manipolo di soldati slavi inviati nella zona da Ottone I per far fronte alla minaccia dei saraceni. A memoria di una storia secolare di attacchi ed incursioni restano oggi alcune torri costiere erette nella seconda metà del Cinquecento per difendere il territorio da pirati e corsari. I fortilizi si levano su alte rupi a picco sul mare, in posizione dominante e panoramica rispetto all'Adriatico: tale ubicazione risulta strategica e funzionale all'avvistamento ed alla segnalazione delle navi nemiche. Le torri hanno base quadrangolare e presentano la forma di tronchi di piramide; l'accesso avveniva dal lato rivolto verso i monti per mezzo di scale retrattili in legno, successivamente sostituite da rampe fisse in muratura. Le feritoie, invece, che fungevano anche da finestre, erano aperte nelle pareti laterali. Ogni torre doveva essere visibile da altre due torri: l'avviso delle imminenti incursioni di giorno avveniva per mezzo di segnali di fumo, di notte per mezzo di segnali di fuoco oppure ricorrendo al suono di campane o di corni. Talora venivano anche inviati dei messaggeri a cavallo ad allertare la popolazione locale. Tra le torri superstiti la più famosa è sicuramente quella di Monte Pucci che regala ai suoi visitatori un panorama meraviglioso. La torre, arroccata sull'alta roccia calcarea, avvolta dall'esaltante profumo di pino misto a quello del mirto, ha perso l'originario coronamento e come le altre della zona presenta dimensioni assai ridotte che ne attestano la funzione di avvistamento e non, quindi, difensiva.

Curiosità:
Il 31 ottobre 1998 venne realizzata a Peschici una vincita record al Superenalotto. Con un maxisistema furono vinti oltre 63 miliardi di lire. In quella data questa cifra era la più alta mai vinta per un gioco a premi in Europa. Peschici detiene anche un altro primato: il "Diomede Garganico" di Lidia Croce, esposto in sede permanente nella Localita Valle Clavia, è il primo monumento bronzeo che sia stato commissionato ufficialmente ad una scultrice italiana. Il 24 luglio 2007 uno spaventoso incendio ha devastato parte della pineta del territorio di Peschici. Nel rogo persero la vita tre persone. Sulla vicenda è stato scritto un libro, "Terra Bruciata - Gargano, 24 luglio 2007", del giornalista Piero Russo.
(Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto dalla voce di Wikipedia: "Peschici".)
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